Alcatraz San Francisco: visita alla famosa prigione

Quando per il nostro viaggio di nozze in USA abbiamo inserito San Francisco tra le varie tappe, non abbiamo avuto dubbi: volevamo visitare Alcatraz, la famosa prigione situata su di un isolotto – noto anche come The Rock – al largo della baia di San Francisco.

Alcatraz

Come visitare Alcatraz

Abbiamo acquistato i biglietti per Alcatraz online un mese prima della nostra partenza. In realtà è consigliato farlo il prima possibile per aver a disposizione più fasce orarie in cui visitare la prigione, compreso il tour notturno che pare essere particolarmente suggestivo.
Per accedere al penitenziario ci siamo recati al Pier 33, molo da cui partono i traghetti per Alcatraz e in circa 20 minuti di navigazione siamo arrivati a destinazione.

La visita ad Alcatraz parte proprio dal momento in cui si sale sul traghetto, o almeno per me è stato così.
Quando a metà del viaggio ci si trova in mezzo alla baia, la vista splendida accompagna l’esperienza.
Da una parte San Francisco con i palazzi più alti che si innalzano tra le case.
Dall’altra un’enorme roccia che ha ospitato per anni i peggiori malviventi.
Da una parte la libertà della città.
Dall’altra la claustrofobia della prigionia.
Entrambe così lontane tra loro, eppure così vicine.

Alcatraz

 

Break the rules and you go to prison, break the prison rules and you go to Alcatraz”

Il famoso detto mostra in poche parole come l’inospitalità dell’isola fosse destinata ai criminali più recidivi e ai più incalliti le cui storie, e non solo, vengono narrate dall’audioguida gratuita che potrete avere una volta sbarcati sull’isola.

Alcatraz

Cosa mi è rimasto impresso di Alcatraz

La riproduzione di alcuni ambienti in cui i detenuti si imbattevano una volta arrivati al penitenziario è realistica.
Qui si vedono gli armadietti dove venivano lasciati gli effetti personali e dove erano riposti gli indumenti che, da lì in poi i detenuti avrebbero dovuto indossare. Tutti con la stessa uniforme, con le stesse scarpe.
Poco più in là la docce.
Un ambiente sterile, freddo, umido e inospitale.

Alcatraz

Le celle d’isolamento. Due metri quadri di stanza completamente buia all’interno della quale gli occhi che per giorni non vedono luce iniziano ad immaginarsi un mondo.

La capacità di alcuni detenuti di arredare la propria cella, quasi come una vera casa. C’è chi alle pareti appende quadri, chi ha libri da leggere su di una mensola, chi il necessario per dipingere e chi una piccola chitarra da suonare.

Alcatraz

Il racconto offerto dall’audioguida che narra dei peggiori malviventi passati per Alcatraz insieme ad alcuni dei tentativi, finiti male, di evadere.
Pare che da Alcatraz fosse impossibile scappare. La posizione arroccata, il filo spinato, le mura che circondano il penitenziario, il mare e le correnti sfavorevoli non avrebbero potuto lasciare scampo a nessuno.

Alcatraz

Le sensazioni.
Avere San Francisco così vicino era un ulteriore monito oltre a quello stesso della reclusione; i venti molto spesso facevano arrivare al penitenziario i rumori della città, quelli della gioia, della vita normale, della libertà.

Alcatraz

 

Lascia un commento